:: RON DAVIS ::
"La dislessia non è un problema complesso.
È una combinazione di elementi semplici da gestire uno dopo l'altro. Alla base della dislessia c'è un'attitudine naturale, un talento. Il dono della dislessia è il dono della padronanza."
Ron Davis, "Il Dono della dislessia", edizione Armando Editore.
Ron Davis è un igeniere, dislessico che come tutti i dislessici ha il dono della creatività e dell'immaginazione. Questo gli ha permesso di ideare un metodo per padroneggiare i particolari aspetti percettivi che i dislessici mettono in atto. Questi aspetti permettono di avere una velocità di pensiero a volte sorprendente ma non sono adeguati alle normali modalità di scrittura, lettura, sequenzialità di calcolo.
Ron Davis ha sperimentato prima su di sé le proprie intuizioni e poi, in collaborazione con un'équipe di psicologi ha ideato un metodo innovativo che ha permesso di leggere, scrivere e studiare in maniera normale a più di 2000 dislessici.
:: IL METODO DAVIS®, UN'OPPORTUNITÀ PER TUTTI I DISLESSICI ::
Il metodo é un modello pedagogico di sostegno che persegue i seguenti obbiettivi:
- La corretta impostazione delle capacità di attenzione per ovviare alle situazioni di confusione che spesso i dislessici provano e che li disorienta. Un esempio è la confusione che provano davanti a lettere simili con orientamento diverso come p,b,d,q oppure a parole come "al" identificate a volte come "la". In genere queste difficoltà non sono dovute a un deficit di memoria e gli esercizi di ripetizione sono inutili. Il dislessico ha l'impressione di trovarsi davanti ad una parola o ad una lettera diversa ogni volta. Per affrontare la confusione l'allievo impara a centrare la sua attenzione in modo ottimale, a riconoscere le situazione disorientanti e a far fronte a queste situazioni ricentrando la sua attenzione.
- Il controllo dei fattori che provocano il disorientamento.
La persona dislessica impara a controllare in modo ottimale i simboli del linguaggio.
Per innescare i progressi in lettura, scrittura e ortografia sono previste tre tecniche di base:
- Il controllo dell'alfabeto e dei simboli di base del linguaggio.
- Il controllo delle parole che non rivestono significato per il dislessico e che quindi fatica a riconoscere e di conseguenza a leggere.
- Un protocollo di lettura che include esercizi di decifrazione e di evocazione.
:: RISOLVERE LA CONFUSIONE DELLE LETTERE: L'ALFABETO IN PLASTILINA ::
Il disorientamento con cui il dislessico è spesso confrontato, è provocato da lettere isolate, visualmente o fonologicamente simili. Per esempio "c" è confuso con "e"; "p" con "b".
Per questo, una delle prime tappe consiste nel creare un alfabeto in plastilina; é un lavoro svolto in tre dimensioni (quindi vicino alle modalità di pensiero del dislessico) e nel quale il soggetto si implica globalmente; l'alfabeto cessa di essere qualcosa di arbitrario e diventa qualcosa del quale ci si può appropriare. Questa procedura permette anche di identificare con precisione le lettere o i suoni che causano confusione.
Oltre agli aspetti di percezione visiva sono sollecitati anche aspetti di percezione uditiva; grazie a una stimolazione acustica particolare si riorganizza correttamente l'attenzione uditiva. Questo è un aiuto basilare per superare le difficoltà di lettura, ortografia, di attenzione, di svogliatezza o iperattività.
:: LE PAROLE IN IMMAGINI ::
Le parole che creano più confusione ai dislessici sono spesso parole come : a, di , questo, perché,?
Sappiamo che il dislessico pensa frequentemente in immagini. Modellando il significato della parola con la plastilina, attua un'immagine mentale duratura per una parola particolare e la sua rappresentazione grafica (scrittura). Questo permette una comprensione precisa di una parola e la conoscenza della sequenza precisa dei vari grafemi. Il dislessico può così trovare un senso e un'ortografia corretti.
Questa tecnica va oltre le strategie multisensoriali che rafforzano la coscienza fonemica e che solitamente sono raccomandate ai dislessici.
:: TRE TAPPE PER LEGGERE FACILMENTE ::
La compitazione, lo scorrimento ripetuto dell'occhio da destra a sinistra e l'immagine-punteggiatura permettono di affrontare i problemi di velocità di lettura e di comprensione che si presentano. Spesso vi sono difficoltà a controllare lo scorrimento dell'occhio da sinistra a destra e a riconoscere una sequenza di lettere. Il dislessico deve sforzarsi in questo lavoro che per lui non è naturale come per gli altri; non dimentichiamo che tende a vedere le cose in maniera globale. Questo sforzo spesso influenza negativamente la comprensione, ed è costretto a rileggere più e più volte. Gli esercizi proposti offrono un modo piacevole e rapido per imparare a rispettare il corretto spostamento dell'occhio, per decifrare e capire ciò che si legge.
Nella rivista "Time" dell' 8 settembre 2003, Shaywitz, spiega che nei dislessici vi è un intoppo neurologico che ostacola il passaggio dall'analisi dei vari costituenti della parola al riconoscimento automatico della parola. Come ovviare a questo intoppo? Attraverso la prevenzione durante l'infanzia, appoggiandosi alla parte destra del cervello e adottando delle tecniche di compensazione, dopo gli otto anni. È proprio quanto io svolgo grazie al metodo Davis®.
:: ALTRI ASPETTI DELLA DIFFICOLTÀ DI APPRENDIMENTO SPECIFICO ::
Queste difficoltà possono manifestarsi come dislessia ma anche come disortografia (difficoltà ortografiche), disgrafia (difficoltà nella grafica e nel controllo della coordinazione oculo-manuale), discalcolia (difficoltà nel campo numerico e nelle operazioni matematiche). Anche per questi aspetti il metodo Davis® propone un intervanto mirato al controllo attivo di tali difficoltà.
:: DIFFICOLTÀ DI ATTENZIONE E IPERATTIVITÀ ::
In questo metodo, oltre a riorganizzare la capacità di attenzione visiva e uditiva, viene data molta importanza anche agli aspetti emotivi, al controllo dello stress e della propria energia attraverso esercizi mirati di rilassamento e di adeguamento dell'energia al compito da svolgere. Questi sono aspetti che una persona con deficit di attenzione fatica a gestire; lo si aiuta ad autoregolarsi e a mettere in atto le migliori condizioni per poter porre l'attenzione sullo stimolo. Per questo è indicato anche per persone iperattive o con deficit di attenzione.
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